KATO si forma con OMB Saleri

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Dal primo momento che abbiamo messo piede in OMB Saleri, l’emozione che ci ha accompagnato è stata la meraviglia; se è vero che proprio tale emozione “aumenta la creatività e rende la mente più flessibile” (Ilaria Betti, L’Huffington Post, 2014) , oggi sentiamo ancora di più che per far crescere le organizzazioni occorre innanzitutto meravigliarsi e saper meravigliare.
Semplice a dirsi, ma farlo è tutta un’altra storia, perché la meraviglia è l’emozione tipica di chi si affaccia all’ignoto sfidando le proprie paure ed “osando” mettere in discussione le proprie abitudini e tutto ciò che sino ad oggi gli ha dato sicurezza o si è dimostrato vincente.
Paride Saleri è uno di quegli imprenditori che hanno “osato” rompere proprio questi schemi in azienda, ottenendo risultati eccezionali: riduzione delle scorte di magazzino, crollo dei tempi di attrezzaggio delle macchine, elevata motivazione dei collaboratori ad ogni livello, cura e pulizia degli ambienti di lavoro, fino a giungere alla gestione in autonomia di un asilo aziendale da parte dei lavoratori stessi!
Le chiavi del successo? Analisi critica dei processi, coinvolgimento attivo di tutti i lavoratori nei processi decisionali, condivisione della conoscenza.
Le scelte organizzative adottate traggono ispirazione dalla Lean Production, che oramai in molti conoscono ma il cui risultato non è scontato. È stato infatti interessante per noi – che abbiamo avuto l’onore di essere accolti come osservatori/studenti di questa azienda – confrontarci con gli addetti ai lavori proprio su quegli aspetti che possono favorire o essere di ostacolo durante le fase di implementazione di un nuovo modello organizzativo. Ci siamo fatti un sacco di domande.
Come favorire il coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali?
Esistono giochi di potere e gerarchie oltre a quelle ufficiali, spesso molto sottili e celati, che possono limitare o inibire la partecipazione attiva dei lavoratori pur avendo essi “sulla carta” tutta la libertà di espressione o autonomia decisionale. Quali sono i presupposti e gli strumenti che possono preparare il terreno per uno scambio costruttivo e rappresentativo di tutti i soggetti coinvolti?
Come gestire le resistenze al cambiamento?
Ammesso che in campo ci siano delle buone idee che potrebbero aiutare i gruppi di lavoro a migliorare la propria performance, ci sono sempre delle convinzioni che spingono le persone ad accettare anche una realtà operativa che gli è scomoda. Come sfidare tali resistenze?
Quali strumenti sono più efficaci per gestire la conoscenza interna?
Esistono oggi diversi strumenti che favoriscono il lavoro a distanza, la condivisione e costruzione di contenuti e idee web-based. Ognuno di questi ha caratteristiche specifiche che non sono adatte a tutti i contesti e a tutti lavoratori. Come favorire il loro utilizzo?

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